San Lorenzo, via al restauro e al consolidamento del campanile della cattedrale con un intervento da 1,6 milioni

Dopo gli interventi già eseguiti su altre parti della Cattedrale, ora il cuore dell’operazione si sposta sulla torre campanaria, con un forte investimento per un intervento che prevede anche il miglioramento sismico

Nuovo passo per la tutela della Cattedrale di San Lorenzo, dove l’attenzione si concentra adesso sul campanile, destinato a un intervento ampio di messa in sicurezza, restauro e consolidamento strutturale. L’operazione si inserisce in un percorso già avviato negli anni scorsi su altre parti del complesso monumentale e punta ora a uno degli elementi più riconoscibili e delicati del principale edificio religioso genovese.

Negli anni recenti erano già stati eseguiti lavori per circa 400 mila euro che avevano riguardato opere provvisionali di sicurezza sul campanile, la copertura della cappella di San Giovanni e il restauro della facciata. A quella fase è seguito un approfondimento tecnico molto articolato, con studi e indagini affidati all’Università di Genova, attraverso i dipartimenti di Architettura e Design e di Ingegneria civile, chimica e ambientale, insieme a un monitoraggio costante della struttura e a un rilievo complessivo realizzato con tecnologia laser scanner.
Adesso il focus si sposta sulla torre campanaria, costruita nel Duecento e poi modificata nel Cinquecento fino al completamento dei lavori nel 1522. Proprio il campanile presenta un quadro di degrado esterno particolarmente marcato. La struttura, come la facciata principale, è caratterizzata dall’alternanza di pietra nera di Promontorio e marmo bianco di Carrara, una cifra tipica dell’architettura ligure medievale, ma le superfici mostrano segni evidenti di deterioramento, tanto che nel tempo si era già intervenuti con sostituzioni parziali del paramento utilizzando marmo bardiglio grigio.
Il nuovo progetto vale 1,6 milioni di euro e ha un obiettivo preciso: intervenire sul campanile non solo dal punto di vista conservativo, ma anche per migliorarne la risposta sotto il profilo sismico. Non si tratta quindi di una semplice manutenzione, ma di un’operazione che mette insieme sicurezza, restauro e consolidamento in una logica di protezione di lungo periodo.
A sottolineare l’importanza dell’intervento è stato anche il vicario generale monsignor Marco Doldi, che ha espresso gratitudine per l’attenzione riservata alla Chiesa cattedrale e ha ribadito la collaborazione del Capitolo dei Canonici e degli uffici diocesani competenti per accompagnare tutte le fasi dei lavori.
Definita anche la struttura tecnica dell’operazione. Il responsabile unico del procedimento è l’architetto Roberto Leone (Soprintendenza), il progetto architettonico è firmato dall’architetto Claudio Montagni, quello strutturale dall’ingegnere Andrea Giannantoni, l’impresa esecutrice è Kairos Restauri di Milano e la direzione lavori è affidata all’architetta Carla Arcolao (Soprintendenza).
Il senso complessivo dell’intervento è chiaro: su San Lorenzo si apre una nuova fase di tutela concreta, costruita su rilievi scientifici, monitoraggi, studi specialistici e lavori mirati, con l’obiettivo di proteggere uno dei simboli più forti della città e di consegnarlo in condizioni più sicure alle generazioni future.
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